La canapa come rimedio al riscaldamento globale

Che cos’è la CO2? La CO2, ossia l’anidride carbonica, è un gas presente naturalmente nell’atmosfera sin dall’inizio dei tempi. Essa è formata da un atomo di carbonio a cui sono legati 2 atomi di ossigeno ed è il nutrimento di tutte le specie vegetali. La sua esistenza nell’aria, insieme ad altri gas come il metano, determina il cosiddetto effetto serra; essi, in pratica, “imprigionano” parte della radiazione solare, impedendo eccessivi sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte e permettendo lo sviluppo della vita sul nostro pianeta in condizioni di generale stabilità climatica.

Ma c’è un problema: un suo eccessivo accumulo nell’atmosfera può contribuire ad acuire questo processo, portando ad un aumento anomalo delle temperature planetarie con conseguenze nefaste per il clima e per tutte le forme di vita sulla Terra. Questo sta purtroppo avvenendo negli ultimi decenni e la causa sono le attività umane: non solo con lo sviluppo dell’industria alimentata dapprima dal carbone e poi dal petrolio, ma anche, e soprattutto, con le deforestazioni selvagge. Senza piante ad assorbire l’anidride carbonica, questa tende, ovviamente, ad aumentare.

Negli ultimi decenni si sono succeduti Congressi ed accordi, spesso disattesi, per risolvere il problema, ma forse la soluzione non è poi così lontana. Ed è la canapa.

La canapa cresce rapidamente, come un’erbaccia, ed è quindi una pianta molto indicata per la produzione di un nuovo tipo di plastica sostenibile, la bioplastica. Queste bioplastiche (ve ne sono una notevole varietà) possono sostituire la maggioranza delle plastiche a base di petrolio.

La plastica di canapa è il materiale del futuro, leggero e biodegradabile. Ha una lavorazione decisamente più semplice rispetto ai derivati del petrolio: una volta rimosse le fibre dai gambi di canapa, il restante 77% è costituito da cellulosa, una molecola che costituisce la base della struttura stessa degli alberi e delle piante, e che può essere utilizzata per produrre plastica biodegradabile a prezzi più che abbordabili.

Quest’ultima ed altri prodotti a base di canapa possono contribuire a ridurre l’effetto serra, perché questa pianta è in grado di assorbire una notevole quantità di anidride carbonica, sia durante la crescita, sia con la produzione di materiali durevoli o la trasformazione in mattoni che assorbono questo gas e impediscono che vada in circolo.

Ciò contrasta il riscaldamento globale, mentre la produzione di plastiche petrolchimiche comporta un maggior impatto ambientale, considerate l’estrazione della materia prima e le emissioni di CO2 e sottoprodotti tossici dovuti alla sua raffinazione e lavorazione.

Sicuramente la CO2, in quanto tale, non è la causa di tutti nostri mali e il fatto di essere il nutriente delle piante, come la canapa, ci aiuta a trovare metodi per tenerla sotto controllo.

La canapa diventa quindi la chiave di volta per poter, non solo innescare e sostenere una economia circolare a livello planetario, ma anche per porre rimedio ai danni di un secolo di sfruttamento del petrolio.



[Foto: Ian Britton | Some rights reserved]

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