Canapa e bioedilizia: la sostenibilità che sostiene

Canapa e Edilizia

Nel corso dell’evoluzione le specie animali hanno sempre cercato un rifugio sicuro: sia esso un anfratto tra le rocce o un nido in un luogo inaccessibile ai predatori. L’Uomo non fa eccezione e nel corso dei millenni ha creato centinaia di edifici utilizzando i materiali più vari: all’inizio erano semplici rami, poi sostituiti da mattoni di fango o muri di solida pietra, fino a giungere a complesse strutture in acciaio. Tra tutti, però, spicca un protagonista dell’edilizia tanto efficiente quanto inaspettato: la canapa.

Recenti studi, infatti, hanno riportato in auge quanto già si sapeva secoli fa: la canapa era un ottimo componente per le costruzioni ed usarla nella malta ne migliorava la qualità. Nel Terzo Millennio, ovviamente, non ci si è fermati a questo, ma si è scoperto che con la canapa si possono creare mattoni leggeri ma resistentissimi (ottimi per costruire in zone ad alta sismicità), che permettono un eccellente isolamento termico ed acustico, non vengono attaccati da parassiti, proteggono dall’umidità e addirittura riducono le emissioni di anidride carbonica. E, dulcis in fundo, resistono agli incendi.

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Canapa e bioplastica, un connubio che fa rima con ambiente

Rifiuti di plastica

Plastica e rifiuti, un binomio che porta alla mente effetti nefasti sull’ambiente e la salute di tutti gli esseri viventi. Eppure tale concezione potrebbe radicalmente e rapidamente cambiare grazie alla canapa. Dagli scarti di questa pianta, infatti, è possibile creare bioplastiche dal tempo di biodegradabilità clamorosamente più rapido di quello delle plastiche convenzionali figlie del petrolio.

Questa idea era già balenata nella mente di Paul Benhaim (creatore della Hemp Plastic Company) all’inizio del nuovo Millennio, ma la legislazione degli USA sfavorevole alla canapa e i costi eccessivi avevano frenato il progetto. Con l’approvazione del Farm Bill il panorama è cambiato completamente e la possibilità di produrre materia prima su vasta scala renderà i costi decisamente più contenuti e il prodotto più appetibile per i clienti. Ma non è solo oltreoceano che si ragiona su questo argomento.

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José Mujica e la legalizzazione della canapa in Uruguay

Josè Mujica e legalizzazione della cannabis in Uruguay

Era il “lontano” 2013 quando l’ormai ex presidente dell’Uruguay José Mujica ebbe l’idea di regolarizzare l’utilizzo della cannabis nel Paese sudamericano.

Classe 1935, José Alberto Mujica Cordano, detto Pepe, è certamente un personaggio lontano da molti stereotipi: da sempre attento alla qualità della vita dei suoi concittadini, durante la sua presidenza ha promosso e promulgato leggi a favore di molti diritti civili, aggiungendo a questi meriti anche quello di aver una visione della cannabis diversa da quella della semplice repressione del fenomeno.

L’idea di fondo era estremamente semplice: il mercato illegale della marijuana non solo assorbiva risorse economiche che venivano poi dirottate in altre attività illecite dalla malavita organizzata, ma ancor peggio, molti uruguagi, giovani e non, erano prigionieri di questo vortice dal quale uscire era molto difficile.

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Canapa Sociale Aps aderisce al Cannabis Social Forum

Cannabis-Social-Forum

Abbiamo ritenuto di partecipare dal primo momento alla costituzione del Cannabis Social Forum perché è un luogo di crescita e confronto, in cui è possibile unire le forze e le competenze per promuovere il settore della canapa, i suoi utilizzi e diffondere una corretta informazione riguardo i benefici che ne possono giungere per la salute dei pazienti e per la nostra società che ha bisogno di produzioni a minor impatto energetico.

I coltivatori di canapa a fini agroalimentari e industriali sono ancora pochi in Italia, molti nell’ultima stagione hanno tentato la coltivazione delle infiorescenze femminili, spinti anche dalle aperture in Canada e negli Usa che prefigurerebbero una prossima legalizzazione della cannabis ricreativa anche in Europa.

Ci siamo seduti volentieri con vari compagni e compagne di viaggio e nuovi interlocutori per ragionare su quali priorità far emergere dai nostri lavori all’interno del Forum.

Pertanto sono stati istituiti 6 gruppi di lavoro :

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi delle recenti audizioni in Parlamento e sui materiali e progetti che verranno elaborati e che coinvolgeranno anche la nostra neonata associazione.